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7 7  Il riferimento al campo dell'antropologia medica si presenta come irrinunciabile e ci chiama dunque a progettare una riforma rivoluzionaria articolata attorno al concetto di "salute". Rispetto alla sanità, il concetto di salute è stato definito dall'OMS nel 1948 come «stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplice assenza di malattia o infermità». La centralità della salute ci ha indotto a modificare il nome del Servizio Sanitario Nazionale in "Servizio Universale alla Salute" (SUS), ma l'intento non si limita alla definizione del 1948: il concetto di salute deve essere esasperato fino alla piena realizzazione della felicità, intesa come capacità di perseguire il proprio libero desiderio oltre le costruzioni culturali riferite alle condizioni di fisiologia e di patologia.
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9 -= Bisogni =
9 += BISOGNI =
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11 11  Il servizio alla salute deve essere orientato in modo innovativo ai bisogni, riconosciuti nella loro molteplicità che emerge dall’esperienza unica e irripetibile di ogni singolo essere umano. Ciò comporta un’inversione della metodologia di progettazione: non più decisa gerarchicamente da un vertice che stabilisce le forme più adatte di organizzazione ed erogazione, ma, al contrario, sviluppata a partire dal territorio, dagli individui e dall’esperienza viva di coloro che, in diversa forma e ruolo, attraversano gli spazi della salute.
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17 17  Infine, la coscienza della natura socio-storicamente determinata dei bisogni permette di guardare agli individui come entità mutevoli, le cui richieste e necessità sono costantemente in evoluzione e cambiamento. Il bisogno si configura non come un dato ineluttabile, ma come dimensione contingente che sorge dalle particolari coordinate (sociali, sanitarie, psicologiche, ecc.) di vita di un soggetto.
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19 19  Da queste considerazioni scaturisce intrinsecamente l'esigenza di un modello di servizio alla salute di tipo territoriale e di prossimità, organizzato capillarmente fino alla dimensione domiciliare. Tale approccio si realizza attraverso una trasformazione radicale dell'attuale organizzazione e, di conseguenza, della relazione tra operatori sanitari e cittadini. Attualmente è il cittadino bisognoso a doversi recare presso le strutture sanitarie. Il Servizio Universale alla Salute, al contrario, inverte questo percorso di soddisfazione del bisogno: gli operatori sanitari assumono un ruolo attivo nel farsi carico dei bisogni di salute delle persone, assistendole prevalentemente nel contesto domestico. Questa innovazione eleva e riqualifica la relazione tra servizio alla salute e cittadini, garantendo un accompagnamento continuativo che elimini ogni forma di insicurezza e abbandono.
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21 -= Pubblico, universale e gratuito =
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23 -Il Servizio Universale alla Salute si caratterizza per una natura integralmente pubblica. Con l'aggettivo "pubblico" non ci riferiamo meramente a una dimensione statale, bensì alla sua essenza di bene comune (//res publica//). La Costituzione italiana opera una chiara distinzione concettuale tra Stato e Repubblica, privilegiando sistematicamente – negli articoli fondamentali – il riferimento alla Repubblica anziché allo Stato. Coerentemente, l'articolo 32 sancisce che è la Repubblica a tutelare la salute quale diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività.
23 +[PUBBLICO, UNIVERSALE, GRATUITO] Il Servizio Universale alla Salute si caratterizza per una natura integralmente pubblica. Con l'aggettivo "pubblico" non ci riferiamo meramente a una dimensione statale, bensì alla sua essenza di bene comune (//res publica//). La Costituzione italiana opera una chiara distinzione concettuale tra Stato e Repubblica, privilegiando sistematicamente – negli articoli fondamentali – il riferimento alla Repubblica anziché allo Stato. Coerentemente, l'articolo 32 sancisce che è la Repubblica a tutelare la salute quale diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività.
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25 25  In conformità a questi principi, il nostro modello esclude qualsiasi erogazione di attività sanitaria da parte di soggetti o strutture private finanziate attraverso il Fondo Sanitario Nazionale. La scelta di precludere ogni forma di privatizzazione del Servizio Universale alla Salute nasce da un'evidente constatazione: l'interesse del servizio pubblico, anche sotto il profilo economico, risiede nella salute della collettività e nella prevenzione delle patologie. Al contrario, la logica privata è per sua natura orientata al profitto: il suo fine non è la salute, bensì la malattia, dalla quale trae fonte di remunerazione. Pertanto, affidare la salute al settore privato conduce inevitabilmente a esiti disastrosi per la salute stessa.
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