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Questa articolazione ricontestualizza codici e tecnologie già presenti, operandone un’applicazione democratica e collettiva. Il concetto di "nomadismo" ci chiama dunque a programmare il servizio alla salute del futuro nelle logiche di un dibattito democratico permanente, che ponga gli operatori, i pazienti e i cittadini in un dialogo attivo e capace di delineare, attraverso la loro relazione, le modalità di gestione del servizio alla salute. La riconfigurazione del Servizio Universale alla Salute esige il recupero di una grande capacità di democrazia, intesa come capacità di autogestione, attraverso consigli sia territoriali che ospedalieri nei quali sono rappresentati i cittadini, i pazienti e gli operatori sanitari, in grado di recepire le necessità del territorio grazie all’organizzazione capillare e di prossimità. |
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-[NON SOSTENIBILITÁ] Tutte le università, i centri studi, le organizzazioni che si occupano di organizzazione sanitaria, che sono comunque di matrice neoliberista, iniziano qualsiasi corso di formazione, qualsiasi analisi, qualsiasi commento mettendo al primo punto il fatto che le risorse sono limitate. Si assume cioè sempre che le risorse siano limitate, dunque bisogna fare delle scelte alle quali neanche la sanità si sottrae; cioè la sanità è sottoposta a vincoli di sostenibilità economica; cioè neanche la sanità può sottrarsi alle logiche economico-finanziarie, e ciò comporta che la salute viene ridotta a una qualsiasi merce. |
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+Tutte le università, i centri studi, le organizzazioni che si occupano di organizzazione sanitaria, che sono comunque di matrice neoliberista, iniziano qualsiasi corso di formazione, qualsiasi analisi, qualsiasi commento mettendo al primo punto il fatto che le risorse sono limitate. Si assume cioè sempre che le risorse siano limitate, dunque bisogna fare delle scelte alle quali neanche la sanità si sottrae; cioè la sanità è sottoposta a vincoli di sostenibilità economica; cioè neanche la sanità può sottrarsi alle logiche economico-finanziarie, e ciò comporta che la salute viene ridotta a una qualsiasi merce. |
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Contrariamente a questa impostazione neoliberista, noi ci poniamo la domanda “Quali sono le risorse giuste per il Servizio Sanitario Nazionale?” —> e non possiamo che rispondere “quelle che servono”. Il concetto di sostenibilità non è definito aprioristicamente, ma è il prodotto di scelte politiche. È sostenibile ciò che un Paese decide/assume come sostenibile. Ciò è dimostrato dalle differenze notevoli nelle percentuale di spesa sanitaria in rapporto al PIL tra i Paesi: ogni Paese decide cosa è una spesa sostenibile. Dunque il nostro progetto di Servizio Sanitario Nazionale è “non sostenibile” se considerato dal punto di vista del concetto mainstream di sostenibilità che sottomette che la salute a vincoli economici. Noi riteniamo invece che la spesa sanitaria debba essere svincolata da qualsiasi vincolo economico e debba essere speso “ciò che serve” per la migliore salute della popolazione. |
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+L’impostazione neoliberista, predominante nelle università e nei centri studi che si occupano di organizzazione sanitaria, fonda qualsiasi analisi o corso di formazione su un assioma iniziale: le risorse sono limitate. Da questo postulato discende la necessità di compiere scelte, a volte drastiche, alle quali nemmeno la sanità può sottrarsi. In tale prospettiva, il settore sanitario viene così assoggettato a stringenti vincoli di sostenibilità economica, finendo per essere governato da logiche finanziarie che, di fatto, riducono la salute a una mera merce. Contrariamente a questa visione, il nostro approccio rovescia la prospettiva di partenza. La domanda fondamentale che ci poniamo non è “Quanto possiamo permetterci di spendere per la sanità?”, bensì “quali sono le risorse da destinare al servizio sanitario nazionale?”. La risposta non può che essere una: “quelle che sono necessarie”. Il concetto di sostenibilità, infatti, non è un dato assoluto o definito a priori, ma è il prodotto di precise scelte politiche. |
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-L’impostazione neoliberista, predominante nelle università e nei centri studi che si occupano di organizzazione sanitaria, fonda qualsiasi analisi o corso di formazione su un assioma iniziale: le risorse sono limitate. Da questo postulato discende la necessità di compiere scelte, a volte drastiche, alle quali nemmeno la sanità può sottrarsi. In tale prospettiva, il settore sanitario viene così assoggettato a stringenti vincoli di sostenibilità economica, finendo per essere governato da logiche finanziarie che, di fatto, riducono la salute a una mera merce. Contrariamente a questa visione, il nostro approccio rovescia la prospettiva di partenza. La domanda fondamentale che ci poniamo non è “Quanto possiamo permetterci di spendere per la sanità?”, bensì “quali sono le risorse da destinare al servizio sanitario nazionale?”. La risposta non può che essere una: “quelle che sono necessarie”. Il concetto di sostenibilità, infatti, non è un dato assoluto o definito a priori, ma è il prodotto di precise scelte politiche. Un Paese decide cosa sia sostenibile, come dimostrano le notevoli differenze nella percentuale di spesa sanitaria pubblica in rapporto al PIL tra le diverse nazioni. Pertanto, il nostro progetto di Servizio Universale alla Salute è intenzionalmente “non sostenibile” se valutato attraverso la lente distorta del concetto mainstream di sostenibilità, che subordina il diritto alla salute a calcoli economici. Noi sosteniamo, al contrario, che la spesa sanitaria debba essere libera da qualsiasi vincolo economico predeterminato e che per garantire la migliore salute possibile alla popolazione debba essere investito, semplicemente, quanto è necessario. |
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+Un Paese decide cosa sia sostenibile, come dimostrano le notevoli differenze nella percentuale di spesa sanitaria pubblica in rapporto al PIL tra le diverse nazioni. Pertanto, il nostro progetto di Servizio Universale alla Salute è intenzionalmente “non sostenibile” se valutato attraverso la lente distorta del concetto mainstream di sostenibilità, che subordina il diritto alla salute a calcoli economici. Noi sosteniamo, al contrario, che la spesa sanitaria debba essere libera da qualsiasi vincolo economico predeterminato e che per garantire la migliore salute possibile alla popolazione debba essere investito, semplicemente, quanto è necessario. |
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