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1 +Di seguito sono esposti i principi fondativi del Servizio Universale alla Salute.
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3 3  = Da sanità a salute =
4 4  
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53 53  L’impostazione neoliberista, predominante nelle università e nei centri studi che si occupano di organizzazione sanitaria, fonda qualsiasi analisi o corso di formazione su un assioma iniziale: le risorse sono limitate. Da questo postulato discende la necessità di compiere scelte, a volte drastiche, alle quali nemmeno la sanità può sottrarsi. In tale prospettiva, il settore sanitario viene così assoggettato a stringenti vincoli di sostenibilità economica, finendo per essere governato da logiche finanziarie che, di fatto, riducono la salute a una mera merce. Contrariamente a questa visione, il nostro approccio rovescia la prospettiva di partenza. La domanda fondamentale che ci poniamo non è “Quanto possiamo permetterci di spendere per la sanità?”, bensì “quali sono le risorse da destinare al servizio sanitario nazionale?”. La risposta non può che essere una: “quelle che sono necessarie”. Il concetto di sostenibilità, infatti, non è un dato assoluto o definito a priori, ma è il prodotto di precise scelte politiche.
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55 55  Un Paese decide cosa sia sostenibile, come dimostrano le notevoli differenze nella percentuale di spesa sanitaria pubblica in rapporto al PIL tra le diverse nazioni. Pertanto, il nostro progetto di Servizio Universale alla Salute è intenzionalmente “non sostenibile” se valutato attraverso la lente distorta del concetto mainstream di sostenibilità, che subordina il diritto alla salute a calcoli economici. Noi sosteniamo, al contrario, che la spesa sanitaria debba essere libera da qualsiasi vincolo economico predeterminato e che per garantire la migliore salute possibile alla popolazione debba essere investito, semplicemente, quanto è necessario.
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